LE PAROLACCE DI DANTE
storytelling letterario divertente al ritmo di jazz
a cura di
GIACOMO MOSCATO
Sembra incredibile, ma Dante Alighieri, nel capolavoro della Letteratura religiosa di tutti i tempi (La Divina Commedia), usa ben dieci parolacce. Non si tratta, ovviamente, di volgarità fini a se stesse, ma il contesto (prevalentemente comico) in cui le usa trova proprio nelle parolacce una propulsione descrittiva inaudita. Nel più ampio concetto di “plurilinguismo dantesco”, l’autore, anche attraverso le parolacce, sonda la verace concretezza del linguaggio basso, colloquiale e finanche triviale, per poi innalzarsi toccando le vette ancora inesplorate della nascente lingua italiana. Di parolaccia in parolaccia, dunque, è possibile ripercorrere alcuni dei più celebri passi dell’Inferno, ma, con non poca meraviglia, anche alcuni passi del Purgatorio e addirittura del Paradiso! Lo stesso San Pietro, ad esempio, diviene protagonista di un’invettiva verbalmente molto violenta e il fatto che l’oggetto del suo sfogo sia proprio la Chiesa di Roma non fa che amplificare la dimensione “volgare” del suo linguaggio. Questo spettacolo di “musica e parole” fonde cultura “alta” e cultura “popolare”, interesse e risate e, il tutto, al ritmo travolgente del jazz e del soul.
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